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Tornei estivi di footgolf: scopri quali date non perdere e le location più suggestive

📅 22 Agosto 2026✍️ di Claudia Ruberti⏱️ 5 min di lettura

Quando seguo i tornei all’aperto, cerco luoghi che uniscano gesto tecnico e paesaggio. Col footgolf ho ritrovato la stessa concentrazione che mi porto dall’arceria: sguardo basso, respiro lento, lettura del terreno. In estate il calendario si infittisce e conviene organizzarsi: ci sono weekend strategici, campi spettacolari e qualche trucco che mi ha salvato più di un colpo decisivo.

Il calendario estivo: finestre chiave da segnare

Ogni stagione calda si struttura su tappe regionali, open nazionali e finali di circuito. Le date cambiano di anno in anno, ma i periodi “caldi” si ripetono. Ecco dove puntare la bussola, verificando sempre il calendario ufficiale del circuito a cui volete iscrivervi:

  • Ultimo weekend di giugno: spesso apre la fase corposa degli open, con percorsi tirati e rough più “cattivo”.
  • Metà luglio: periodo ideale per tappe in quota, dove l’erba tiene meglio e il pallone scorre pulito.
  • Fine luglio-inizio agosto: cluster di gare costiere, vento protagonista e green più rapidi nel pomeriggio.
  • Settimana di Ferragosto: eventi speciali e pro-am, utili per testarsi accanto ai più esperti.
  • Ultimo weekend di agosto: spesso conta per il ranking stagionale, punteggio pesante e field numeroso.

Io prenoto con un mese di anticipo: camere vicine al campo e una sessione di prova il giorno prima. Le cancellazioni last minute capitano, ma se arrivate preparati riuscite a recuperare facilmente un tee time alternativo.

Le location più suggestive (e tecniche) d’Italia

La forza del footgolf è trasformare un campo da golf in un terreno di lettura tattica. In estate scelgo percorsi che, oltre a essere belli, offrono linee pulite e riferimenti chiari per l’address.

Dolomiti e Altipiani del Trentino: fairway ampi, aria più fresca e dislivelli che cambiano la corsa del pallone. Qui il rimbalzo è sincero, ma l’altitudine allunga i tiri: serve una taglia in meno di potenza rispetto al mare.

Colli dell’Umbria e Lago Trasimeno: erbe miste e pendenze “morbide”. A me piace perché ricorda i miei tiri tra boschi e radure: traiettoria bassa, piede appoggiato e controllo del primo rimbalzo. Occhio ai bunker sabbiosi, che ingannano in uscita.

Murgia e Puglia interna: terreno secco, roll infinito e vento termico. Qui un appoggio laterale deciso evita gli “strappi” di caviglia e garantisce traiettoria pulita sul secondo tocco.

Litorale laziale: brezza costante, green rapidi dopo mezzogiorno e rough più compatto in mattinata. Ottimo per allenare controllo e routine pre-tiro: contare tre respiri e fissare due punti d’ingresso nella buca aiuta a restare lucidi.

Sardegna: bellezza da cartolina, ma attenzione alle raffiche improvvise. Se allineate il piede d’appoggio a 15° verso il vento, il pallone “tiene” meglio la linea senza perdere velocità.

Come prepararsi: attrezzatura e gestione del campo

Il kit estivo non deve essere complicato. Portate un pallone misura 5 omologato, un marcatore piatto e scarpe da calcetto o trail con suola non tassellata in punta. Meglio due palloni uguali, così il feeling resta costante tra prova e gara.

Idratazione: una sacca morbida da 1 litro e sali minerali leggeri. Nei giorni ventosi bevo a piccoli sorsi prima dei par 4 lunghi: il controllo di caviglia peggiora quando si è disidratati.

Gestione ritmo: rispettate l’etichetta mutuata dalle Regole del golf. Chi è pronto gioca per primo se non intralcia, e si marca il pallone quando interferisce con la linea altrui. Tenere un passo regolare fa bene al risultato e al gruppo.

Dress code: pantaloncini tecnici al ginocchio, polo traspirante e calzettoni. Evitate tacchetti lunghi: rovinano il manto e possono essere sanzionati. Sul fronte sicurezza, ricordate che vale sempre il buon senso e il Fair play.

Errori comuni da evitare

Leggere il green come fosse un campo di calcio. Qui la palla “viaggia” sul piano e sulle micro-pendenze. Prima di puttare, osservate da almeno due lati e fissate un punto intermedio, non la buca.

Forzare il drive nei par 4. In estate l’erba corta moltiplica il roll: un colpo controllato vale più di un siluro ingestibile. Spezzate la buca in due target chiari, soprattutto con vento a favore.

Ignorare il rough alto. Anche se sembra soffice, intrappola la palla sotto. Uscite con collo del piede “secco” e traiettoria più verticale, senza cercare metri extra.

Arrivare senza warm-up. Bastano dieci minuti: 5 passaggi corti, 5 medi e 5 lunghi con controllo della pianta del piede. Il primo tee vi ringrazierà.

Consigli da insider e un caso concreto

Mi è capitato di recente su un percorso collinare vicino a Perugia: par 3 in leggera discesa, vento laterale a sinistra. Al primo giro ho cercato la bandiera e ho girato largo. Al secondo, ho puntato un metro fuori dal bordo del green, altezza caviglia, con impatto piatto e spinta corta. La palla ha preso il pendio interno ed è rimasta data. In queste situazioni l’obiettivo non è la buca, ma la “zona sicura” che vi apre un putt comodo.

Quando un lettore mi ha chiesto come gestire la pressione dell’ultimo giro, gli ho consigliato tre cose semplici: preparare una routine in 20 secondi (due respiri, sguardo sul punto intermedio, passo in avanti e via), evitare parole negative nel dialogo interno e portare sempre un asciugamano microfibra per scarpe e pallone. La lucidità si costruisce nei dettagli.

Con flight numerosi, concordate prima chi marca e chi legge la linea per secondo. Riduce le attese e vi tiene nel ritmo. Se un colpo finisce vicino alla traiettoria altrui, marcatelo subito: risparmiate discussioni e mantenete il gioco scorrevole.

Info pratiche e come restare aggiornati

Iscrizioni: aprono in genere 10-14 giorni prima. Tra quota gara e green fee, calcolate un budget medio e verificate sconti per tesserati o iscrizioni multiple. Alcuni circuiti richiedono certificato medico non agonistico: portatelo in formato digitale.

Logistica: preferisco alloggiare entro 20 minuti dal campo. Così posso fare ricognizione all’alba: l’erba bagnata svela pendenze invisibili nel pomeriggio. Fotografate tre punti chiave per buca (carry, lay-up, zona putt) e rivedeteli prima di partire.

Aggiornamenti: seguite i canali ufficiali dei circuiti e i club host su social. Le modifiche per caldo estremo o temporali estivi arrivano spesso la sera prima. Un messaggio al club vi evita sveglie inutili.

Chiudo con un promemoria pratico: in estate vince chi dosa. Non solo la potenza, ma anche l’energia mentale. Un colpo in meno è spesso figlio di una scelta sobria e di scarpe pulite al momento giusto. Io lo ripeto come in pedana: linea, appoggio, rilascio. Sul green o tra i boschi, funziona sempre.

Claudia Ruberti

Originaria dell’Umbria, Claudia ha portato avanti l’antica tradizione del tiro con l’arco, reinventandola in chiave moderna tra boschi e campi della sua regione. Si occupa di diffondere le discipline storiche adattandole ai contesti urbani e naturali.