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Come scegliere i guanti per il footgolf? L’errore che molti fanno contro la pioggia

📅 23 Agosto 2026✍️ di Mauro Dellacqua⏱️ 5 min di lettura

Nel footgolf le mani non calciamo, ma le usiamo per tutto il resto: segnare lo score, tenere l’ombrello, recuperare la palla dal rough, sistemare i lacci e spostare i paletti. È qui che i guanti fanno la differenza. Dalla pioggia fine di pianura al vento che viene giù dai colli, un buon paio salva sensibilità e concentrazione.

Scrivo dopo molte domeniche bagnate in squadra, tra parchi cittadini e green condivisi con i golfisti. Arriviamo insieme, ci dividiamo gli zaini, e quando il meteo gira ci affidiamo a piccoli accorgimenti. I guanti sono uno di quei dettagli che trasformano un giro faticoso in un racconto di gruppo soddisfatto a fine percorso.

Servono davvero i guanti nel footgolf o sono superflui?

Sì, servono, anche se non sono obbligatori. I guanti non incidono sul calcio, ma proteggono dal freddo, dalla pioggia e migliorano il grip su scorecard, ombrello e attrezzatura. In giornate umide aiutano a mantenere calma e precisione nei gesti di contorno.

In condizioni ideali si può farne a meno. Ma quando l’erba è scivolosa e la pioggia rende ogni presa incerta, un palmo con micro-texture o puntinature in silicone offre sicurezza. E in inverno, se vuoi conservare sensibilità alle dita, un tessuto caldo e traspirante riduce l’affaticamento.

La scelta giusta non riguarda la potenza del tiro, bensì la stabilità operativa tra una buca e l’altra. È un investimento in costanza di rendimento.

Quali guanti scegliere quando piove senza perdere sensibilità?

Preferisci modelli sottili, traspiranti e a rapida asciugatura, con palmo sintetico antiscivolo. Evita pelle liscia e guanti troppo spessi: bagnati diventano scivolosi e fanno perdere tatto. Porta due paia leggeri e alternali per restare sempre asciutto.

Un buon set da pioggia prevede: guanto leggero con palmo in poliuretano o silicone micro-pattern e dorso in tessuto tecnico; un secondo paio gemello di ricambio; una piccola microfibra dedicata solo alle mani. Così proteggi la presa su ombrello, matita e smartphone.

Conta anche la traspirabilità: una Membrana impermeabile e traspirante mantiene le mani asciutte dall’esterno e riduce la condensa interna. La chiusura al polso deve sigillare senza comprimere, per non far entrare l’acqua quando l’acquaio del cielo si apre.

Qual è l’errore più comune contro la pioggia?

Il più frequente è scegliere guanti “impermeabili” troppo spessi e con palmo liscio. Restano magari asciutti fuori, ma sudano dentro e scivolano su palla, ombrello e penna. Risultato: mani bagnate, sensibilità azzerata e più errori nelle routine.

Il secondo errore è credere che calore = spessore. In realtà, con vento e umidità domina l’Effetto wind chill: serve bloccare gli spifferi, non imbottire. Meglio un liner sottile in lana merino o sintetico sotto un guscio leggero idrorepellente, piuttosto che un unico guanto massiccio.

Infine, molti dimenticano il ricambio. Bastano due paia leggeri alternati ogni tre buche per avere sempre grip. È una strategia low cost che incide più del materiale premium da catalogo.

Meglio lana, neoprene o softshell per l’inverno umido?

Lana merino se vuoi calore con dita mobili e buona gestione dell’umidità. Softshell se cerchi barriera al vento, asciugatura rapida e palmi tecnici. Neoprene solo per freddo intenso e pioggia battente, ma sappi che riduce sensibilità.

La merino resiste agli odori e tiene caldo anche bagnata. In abbinata a un palmo sintetico antiscivolo, è un’accoppiata affidabile per mezza stagione.

Il softshell protegge meglio dal vento; cerca versioni sottili con trattamento DWR e inserti grip. Il neoprene è una soluzione “da tempesta”: ottimo per uscite brevi sotto rovesci severi, meno adatto a sessioni lunghe in cui serve tocco fine su zip, lacci e score.

I guanti con tanto grip sono consentiti? E l’etichetta di campo cosa dice?

In genere i guanti sono ammessi perché non alterano il gesto del calcio. L’etichetta di campo richiede sobrietà: evita colori troppo accesi e materiali rumorosi. Non usare resine o spray adesivi su palla, guanti o scarpe.

Molti circoli adottano un dress code ispirato al golf: scegli modelli discreti, in linea con polo e pantaloni tecnici. In tornei ufficiali, se hai dubbi, chiedi al direttore di gara prima dello start.

Ricorda: il guanto è un aiuto funzionale, non un espediente. Se sembra “trucco”, probabilmente è oltre lo spirito del gioco.

Come capisco se la taglia è giusta e come provarli prima dell’acquisto?

Devono aderire senza tirare sulle nocche e consentire di afferrare saldamente l’ombrello con mano bagnata. Le dita devono muoversi libere, soprattutto pollice e indice per gestire smartphone e segnapunti. Le cuciture non devono creare punti di pressione.

Provali simulando la routine: apri e chiudi l’ombrello, prendi la palla, usa la matita, sistema i lacci. Se senti micro-scivolamenti a palmo umido, cambia modello o taglia.

Preferisci modelli con dita precurvate e pollice articolato. Riduce l’affaticamento nelle 18 buche.

Manutenzione: come lavarli e farli durare dopo il fango?

Lava a freddo o tiepido, poco detersivo, niente ammorbidente. Asciuga all’aria, lontano da fonti dirette di calore. Se hanno trattamento idrorepellente, ripristinalo con spray DWR quando l’acqua non più “perla”.

Strizza delicatamente senza torcere per non rovinare palmi e cuciture. Riponi piatti o appesi, non compressi in fondo allo zaino con la palla bagnata.

Una microfibra dedicata alle mani prolunga la vita del grip. Non usare la stessa del pallone o delle scarpe.

Budget: esistono alternative economiche che funzionano?

Sì: guanti da ciclismo leggeri con palmo in PU puntinato, modelli da running softshell corti al polso e gli “utility” da lavoro con rivestimento in nitrile microfoam. Costano poco e offrono presa ottima sul bagnato.

L’importante è la sensibilità: se il guanto economico è rigido, il prezzo basso diventa un falso affare. Meglio pagare qualcosa in più per cuciture piatte e tessuto reattivo.

Un kit intelligente: due paia leggeri + liner sottile. Copri tutte le stagioni senza sforare il portafoglio.

Domande rapide

  • Posso usare guanti da portiere? Solo se sottili e non gommati eccessivamente: rischiano di essere caldi e scivolosi da bagnati.
  • Guanti touch funzionano sotto la pioggia? Sì, se le punte sono capacitive di qualità; mantieni lo schermo asciutto.
  • Meglio un guanto o due paia? Due paia leggeri da alternare: più grip e comfort continuo.
  • Mezze dita in mezza stagione? Buone per sensibilità, ma scaldano poco: portale con un liner sottile.
  • È utile il cinturino al polso? Sì, se regolabile e basso profilo: limita l’ingresso d’acqua senza stringere.

In squadra, tra sentieri e fairway urbani, abbiamo imparato che l’uscita sotto pioggia si gioca sui dettagli. Un guanto giusto non fa rumore: ti lascia libertà, tatto e testa sul colpo che conta.

Mauro Dellacqua

Cresciuto tra i sentieri delle Alpi piemontesi, Mauro ha sempre prediletto le attività outdoor meno convenzionali. Negli ultimi anni si dedica al disc golf e fa parte di una comunità che mappa nuovi percorsi nei parchi cittadini. Racconta avventure di squadra e il piacere di riscoprire il territorio giocando.